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Le monete cosidette di ostentazione sono dei pregevoli e rari cimeli, fatti coniare all'estero per conto di quei signori italiani, i quali desiderosi di far pompa del titolo di Principe del Sacro Romano Impero, volevano mettere in mostra il diritto di coniar moneta, concesso loro dagli imperatori di Germania. Finora non si conosceva il luogo della loro cussione; e molti di quelli che se ne occuparono, le ritenevano con grande probability coniate nella zecca di Vienna, e veramente non s' ingannarono, che hanno colpito nel segno. Colle prove documentate all mano sono ora lieto di poter confermare, che gran parte di quelle monete sono uscite in realta dalla officina monetaria di Vienna. II chiarissimo signor Ambrosoli, descrivendo lo zecchino di Porcia', ci da l'elenco di quell'esiguo numero di monete, alle quali, com' egli si esprime, sarebbe forse da aggiungere lo zecchino, fatto coniare nel 1731 dal principe Nicolo Meli Lupi di Soragna, se la cussione di quella moneta fosse veramente stata fatta in quel tempo. L Ambrosoli trae questa convinzione dal Pigorini, che tratto diffusamente della numismatica e sfragistica dei Meli Lupi di Soragna1. Questi sostiene, che gli esemplari dello zecchino, in oro, argento e rame, posseduti da diverse collezioni pubbliche e private, siano prove di zecca fatti eseguire coi coni conservati nell' archivio dei Meli Lupi, senza poter dire come ando la faccenda della cussione, senonche il Kunz2, arguto e profondo critico della scienza numismatica, mette dei dubbi sulla conclusione del Pigorini, anzi secondo la sua opinione ammette, che lo zecchino, dal modo che presenta l'intaglio, possa realmente essere uscito da qualche zecca straniera, forse da quella di Vienna, e aveva ragione. I Meli Lupi avevano ottenuto il diritto di coniar ogni sorta di moneta dalP imperatore Giuseppe I, con diploma 4 agosto 1709, col quale aveva cambiato il marchesato di Soragna in principato del sacro romano impero, a favore di Gian Paolo Maria IV e suoi legittimi discendenti. Gian Paolo Maria non pare abbia fatto uso della concessione, perche per quanto si sa, non esistono monete di quel principe ; d' altra parte sembrerebbe strano che se ne sia approfittato dopo la sua morte, avvenuta a Vienna nel 1730, cioe dopo venti anni, il suo successore e fratello Nicolo. Ora facendo delle ricerche nell' archivio di casa, corte e stato di Vienna ebbi la fortuna di trovare fra altri un documento che riguarda il principe Nicolo Meli Lupi di Soragna. In questo 1' imperatore Carlo VI, con diploma datato da Laxemburgilgiorno i9maggio 1731, conferma al suddetto Nicolo lo stemma e i privilegi goduti da suo fratello compreso quello di coniar qualsiasi sorta di moneta, tanto in oro che in argento, coll' obbligo di imprimervi da una parte l'aquila dell'impero, dall'altra lo scudo di famiglia, descritto nel documento. Dalle ricerche che estesi all'archivio dell'officina monetaria di Vienna, mi risulta che lo zecchino fu realmente coniato nel 1731 in quella zecca e che i coni di poi turono restituiti alia famiglia Meli Lupi. Lo zecchino di Nicolo, del quale do il disegno, e 1' esemplare posseduto dal museo imperiale di Vienna; porta l'iscrizione: D) NICOL • MARCH ■ MELOLUPIS ■ S ■ R ■ I ■ PRINC ■ SORANEAEMAGN HISP. Stemma Meli Lupi. fy.. SUB PROTECTIONE CAESAREA-1731. Aquila imperiale coronata. Oro. Riportero in appendice per intiero il diploma concesso dall' imperatore Carlo VI al principe Nicola, perche inedito e sconosciuto. Prima di chiudere mi e debito di riconoscenza di ringraziare il signor Dr Carlo Domanig del museo imperiale di Vienna e il Dr Winter dell' archivio di casa, corte e stato di Vienna, che mi furono larghi di notizie. Rovereto nel marzo 1906. quali, com' egli si esprime, sarebbe forse da aggiungere lo zecchino, fatto coniare nel 1731 dal principe Nicolo Meli Lupi di Soragna, se la cussione di quella moneta fosse veramente stata fatta in quel tempo. L Ambrosoli trae questa convinzione dal Pigorini, che tratto diffusamente della numismatica e sfragistica dei Meli Lupi di Soragna1. Questi sostiene, che gli esemplari dello zecchino, in oro, argento e rame, posseduti da diverse collezioni pubbliche e private, siano prove di zecca fatti eseguire coi coni conservati nell' archivio dei Meli Lupi, senza poter dire come ando la faccenda della cussione, senonche il Kunz2, arguto e profondo critico della scienza numismatica, mette dei dubbi sulla conclusione del Pigorini, anzi secondo la sua opinione ammette, che lo zecchino, dal modo che presenta l'intaglio, possa realmente essere uscito da qualche zecca straniera, forse da quella di Vienna, e aveva ragione. I Meli Lupi avevano ottenuto il diritto di coniar ogni sorta di moneta dalP imperatore Giuseppe I, con diploma 4 agosto 1709, col quale aveva cambiato il marchesato di Soragna in principato del sacro romano impero, a favore di Gian Paolo Maria IV e suoi legittimi discendenti. Gian Paolo Maria non pare abbia fatto uso della concessione, perche per quanto si sa, non esistono monete di quel principe ; d' altra parte sembrerebbe strano che se ne sia approfittato dopo la sua morte, avvenuta a Vienna nel 1730, cioe dopo venti anni, il suo successore e fratello Nicolo. Ora facendo delle ricerche nell' archivio di casa, corte e stato di Vienna ebbi la fortuna di trovare fra altri un documento che riguarda il principe Nicolo Meli Lupi di Soragna. In questo 1' imperatore Carlo VI, con diploma datato da Laxemburgilgiorno i9maggio 1731, conferma al suddetto Nicolo lo stemma e i privilegi goduti da suo fratello compreso quello di coniar qualsiasi sorta di moneta, tanto in oro che in argento, coll' obbligo di imprimervi da una parte l'aquila dell'impero, dall'altra lo scudo di famiglia, descritto nel documento. Dalle ricerche che estesi all'archivio dell'officina monetaria di Vienna, mi risulta che lo zecchino fu realmente coniato nel 1731 in quella zecca e che i coni di poi turono restituiti alia famiglia Meli Lupi. Lo zecchino di Nicolo, del quale do il disegno, e 1' esemplare posseduto dal museo imperiale di Vienna; porta l'iscrizione: D) NICOL • MARCH ■ MELOLUPIS ■ S ■ R ■ I ■ PRINC ■ SORANEAEMAGN HISP. Stemma Meli Lupi. fy.. SUB PROTECTIONE CAESAREA-1731. Aquila imperiale coronata. Oro. Riportero in appendice per intiero il diploma concesso dall' imperatore Carlo VI al principe Nicola, perche inedito e sconosciuto. Prima di chiudere mi e debito di riconoscenza di ringraziare il signor Dr Carlo Domanig del museo imperiale di Vienna e il Dr Winter dell' archivio di casa, corte e stato di Vienna, che mi furono larghi di notizie. Rovereto nel marzo 1906.

Notum testatumque facimus tenore praesentium universis. Supremae Imperatoris Majestati et publica omniumve salus cordi, et congrua singulis fortuna curae esse solet, ut dignis cujusvis virtutes praemijs pro ratione distributione coronentur, ac majoribus mentis honor major respondeat; nine divi antecessors nostri Rom: Imperatores velut primaevi omnis dignitatis ac nobilitatis genuinae parentes coaequos factis honores olim et nuper clementissime elargiti sunt, dum solis instar, qui utpote liberalissimus totius splendoris dispensator et summa et ima perlustrat, viros, quos vel toga vel sago praecellentes norunt, ad modum conspicuos reddere, atque in eos illustres vel illustriores, aut illustrissimos etiam dignitatum radios pro apto rerum ac personarum gradu evibrare non dubitarunt, etenim a divina Majestate, quae immensossuae liberalitatis thesauros universes in mundicolas largiter expendit, ad Majestatis humanae, soliique caesarei suprematum vel ideo sublimati sunt, ut divino propemodum exemplo gratiam ac munificentiam caesaream pro competente sibidem (!) authoritate et potestatis plenitudine aequa pro meritis lance dimetiatur, unde felix ille ad perpetuam artis et martis gloriam stimulus efflorescit, ut pro utroque cum pacis turn belli tempore res domi forique et prudenter et fortiter gerantur, ac beata inde respublica floreat et quiescat, dum expraemiativa singulorum ratione dignitates augentur, atque status praesertim eorum, qui non minus origine, quam virtute coeteris antecellunt, aliorum conditioni praefertur, quod reliquas inter supremae potestatis praerogativas, quibus omnipotens summos principes beavit, digna quaedam eminentiae nota est, et non modo justitiae consentaneum, sed et ad reipublicae stabilimentum, incrementumque omnino necessarium videtur, alioquin si competens illustribus ordo fatisceret, praeclarissima saepe ingenia otiosa potius murciae tuguria, quam generosa minervae aut mavortis castra sectari mallent, et caulam forsitam aeque ac aulam ambirent; Nos propterea in utrumlibet omnium scilicet ac sigulorum commoda et ornamenta solicite incumbentes nihil prius habemus, quam eos, qui magnifica de nobis, aut gloriosissimisnostris praedecessoribusdivisRom. Imperatoribus ac regibus et sacro imperio, serenissimaque domo nostra Austriaca merita praeseferunt, tantis cumulare beneficiis, talique dignitatis gradu extollere ac praeferre, unde quivis plane ac plene capiat, quod virtus amplum apud nos sibi campumsortita, ac decus suum largiter consecuta sit, ubi poster! per avita, paternaque vestigia ad principalis gloriae apicem conscendere majorum ac suismet meritis alacrius contendunt, in quibus utique rarum insolitae quid piam qualitatis, et quoddam supra alios excelsum elucescere oportet, qui ad illustrissimam nostrorum et S. R. J. Principum sortem, praeeminesque caeteris, et nationum omnium primum culmen aspirant. Benigne itaque considerantes, quod divus rom. imperator Leopoldus dominus ac genitor noster colendissimus turn intuiti distinctorum meritorum, de quibus suae caesarae majestati non solum perantiqua prosapia de Melolupi, set et ex ea oriundus quondam Joannes Paulus Maria ob constantem praesertim in sacrum rom. imperium, etsermamdomum austriacamfidemetdevotionem .ipprime commendatus fuit, turn habita specialium, quae tunctemporis interponebantur. intercessionum ratione, praefatum Joannem Paulum Mariam jam turn anno 1704 sacri rom. imperil principibus annumerandum decreverit, ac paulo post 4" scilicet augusti 1709 praedecessor noster rom. imperator dominus frater noster charissimus Josephus glorm-'e mem" caesareum desuper diploma confirmatorium ipsidem clementer, et ita impertitus fuerit, ut idem Joannes Paulus Maria de Melolupi sacri romnni imperil princeps de Soranea esse, et post eius mortem filius primogenitus, et sic deinceps, servato semper primogeniturae ordine, hac principal! dignitate gaudere debeat; quod si vero nullus ex ejusdem descendentibus masculis nmplius supersit, tune demum locus successionis in dicta principis imperil dignitate cum praedicatis et praerogativis in memorato diplomate expressis praifati Joannis Pauli Mariae proximiori agnato, praestitis prius praestandis, ejusque primogenitis masculis in infinitum competat. Et noscentes, quod praedictus S. R. J. Princeps de Soranea Joannes Paulus Maria absque prole mascula anno superiori e vivis hie Viennae decesserit, ad eoque, modo praefato, locus successionis in S. R. J. Principis dignitate ad ejus fratrem Nicolaum Melilupum de Soranea utpote proximiorem agnatum et legitimum successorem devolutus fuerit. Confidentes etiam memoratum Nicolaum Melolupum de Soranea non modo genuinum aviti decoris haeredem, sed ipsummet quoque illustribus non minus genii ingeniique dotibus ornatum, quam praeclaro bene fideliterque merendi studio in nostras Caesareas, Sacrique, Rom. Imperil, acSermaDomus nostrae Austriacae rationes continue aemulatorum esse, et in praesentiarum vel maximeambire, ut generis sui splendorem non solum sartum tectumque conservare sed et magis magisque corruscantem posteris suis transmittere possit; Is circo faciendum nobis duximus, ut eodem, qua defunctus suus frater iamiam potitus est, Imperialis nostrae gratiae tessera ad tenorem saepememorati diplomatis ipsum quoque ex singular! benevolentia condecoraremus. Ac proinde ex certa nostra scientia, animo deliberato, maturoque ac sano Principum Sacrique, Rom: Imperil procerum nobisassistentium accedente consilio, deque ea, qua per del gratiam nunc fungimur, Caesareae authoritatis, potestatisque plenitudine, praefatum Nicolaum Melolupi de Soranea, et omnes ejusdem posteros masculos ex legitimo thoro descendentes /: servato tamen, ut infra dicetur, ordine primogeniturae :/ veros Sacri Roman! Imperil Principes unacum praedicato Illustrissimi, dilectionis ac consanguine! charissimi, in haerendo praecitato caesareo diplomat!, confirmavimus, et quatenus opus est, de novo ereximus, sublimavimus, extulimus, et exaltavimus, aliorunque nostrorum et S. R. J. Principum numero caetui et consortio aggregavimus, prout per praesentes una cum praedicato illustrissimi, dilectionis et consanguine! charissimi confirmamus, erigimus, sublimamus, extollimus, et aggregamus, ita tamen, et ea lege, ut haecce Sacri Imperii Principis praerogativa dicto Nicolas Melolupi de Soranea plene et absolute intelligatur concessa, post mortem vero ipsius utpote patris filius demum primogenitus, et sic deinceps, servato semper primogeniturae ordine, in hac dignitate, ac titulo, annexisque eidem juribus et privilegiis semper succedat. Decernentes et hoc caes° nostro edicto firmissime statuentes, ut perpetuis in futurum temporibus praefatus Nicolaus Melolupi ejusque naturales et legitimi descendentes juxta ordinem primogeniturae, ut supra, vigore hujus nostrae confirmationis, erectionis, exaltationis, sublimationis, et aggregationis sint et esse debeant, nominentur, nuncupentur, et reputentur tarn in scriptis, quam viva voce aut alias quotiescunque vel quomodolibet eorum mentio facta fuerit, vel facienda sit, S. R. J. Principes, et qua tales ejusdem Sacri Imperii Ducibus, et Principibus eodem, quo ipsi in solemnibus uti solent, singular! atque in notam ejusmodi praeeminentiae concesso amictu induti proxime assideant, citra cujuscunque impedimentum et contradictionem, atque etiam omnibus et singulis honoribus, dignitatibus, praerogativis, exemptionibus, praeeminentiis, libertatibus, iuribus, privilegiis, insignibus, gratiis, indultis, regalibus, et aliis quibuscunque, in iudicio et extra, in omnibus rebus, statibus et causis. tarn ecclesinsticisquam protanis, ac in quibuscunque sessionibus, conventibus, processionibus, et alias ubicunque, et in locis omnibus, gaudere, uti, ac frui possint debeantque, quibus alii nostri et S. R. J. Principes per Romanum Imperium, et ubique locorum ac terrarum in dandis et recipiendis iuribus, conferendis, suscipiendisque feudis, atque in aliis omnibus et singulis ad illustrem statum et conditionem principum spectantibus gaudent, utuntur, fruuntur, potiunturque, et hactenus gavisi, usi, ac potiti sunt quomodolibet de consuetudine vel de iure. Quo vero dicto Nicolao Melolupi nostro et Sacri Rom : Imperii Principi de Soranea etiam externum aliquod gratiae nostrae Caes": documentum, quod in hominum oculos incurreret, ipsique, et legitimis suis descendentibus iuxta ordinem primogeniturae, utsupra, perpetuo honori sit, porro relinqueremus eadem authoritate nostra Caes" ipsi, et, adepto dignitatis Principalis usu, iisdem, Principi quondam Joanni Paulo Mariae concessa et approbata avita armorum insignia omni post hoc tempore gestanda ac deferenda harum vigore benigne quoque concedimus et elargimur, videlicet : Scutum planum, erectum, quadripartitum, cuiusareola prima aureaaquilam nigram bicipitem exhibet, imperiali corona exornatum, alis, caudaque expansis, rostro pedibusque croceis, et rubicunda linqua exerta. Secunda areola argentea cervum salientem nativi coloris ostentat cornibus ramorum utrobique quinque et unguibus aureis. Tertia areola pariter argentea lupum caerulei coloris erectum exhibet, lingua unguibusque rubeis. Quarta demum areola rubea duobus baltheis uno supra altero infra diagonaliter positis aureis ornata. Scutum denique corona ducali sive Principal! redimitum, suoque pallio circumductum est, prout haec omnia propriis suis coloribus hie accuratius expressa conspiciuntur. / : Locus Picturae : / Ad haec cupientes benignam animi nostri Caesei : propensionem insoepius dictum Nicoloum Melolupi S. R. J. Principem de Soranea ad hue uberius testificari, ex certa scientia, ac sano accedente consilio, et pro ea, qua fungimur, authoritate caesarea, ac potestatis plenitudine saepefato Nicolao Melolupi S. R. J. Principi de Soranea eiusque descendentibus iuxta primogeniturae et successionis ordinem supra expressum benigne etiam dedimus et concessimus, ntque elargiti sumus libertatem et facultatem, prout memorato fratri Joanni Paulo Mariae Melolupi Principi quondam de Soranea concessum erat, libertatem et facultatem in aliquo ipsi vel iis commodo et opportune iusrisdictionis suae loco officinam monetariam fabricandi ft extniendi '• aut si id ipsi vcl iis coinmodum non fuerit, in alia S. R. J. Principis eiusmodi officina monelam an ream el argenteam majoris tamen generis, ex una pane aquila nostra imperial! et ex altera armorum pro tempore Principi de Soranea, ut supra, insignibus, nominis item et cognominis proprii inscriptium signatam, bonam tamen, probam, sinceram et iustani, quae non sit adulterata, aut deterior ilia, quatn coeteri vel Italiae vel Germaniae Principes ex nostra vel divorum antecessorum nostrorum Rom: Imperatorum et Kegum gratiosa concessione cudunt, ita ut nemo de eius cusione iustam conquerendi causarn habere queat, faciendi atque cudendi, eamque pro rei necessitate aut voluntate erogandi, atque spargendi : Volentes et edicto hoc nostro CaesA firmiter decernentes, quod idem Nicolaus Melolupi noster et S. R. J. Princeps de Soranea, eiusque descendentes masculi primogeniti, ut supra, monetam aurenm et argenteam, uti praedictum, majoris generis, bonam, probam, sinceram et iustam, nee villiorem ilia, quae a caeteris vel Italiae vel Germaniae Principibus Sacra Rom: Imperio subjectis, juxta tenorem tamen et praescriptum privilegiorum ipsis a nobis vel divis Rom : Imperatoribus ac regibus concessorum, cuditur, in certo aliquo jurisdictionis suae loco, aut alia Sacri Rom: Imperii officina monetaria cudere, eamque ubivis terrarum et gentium erogare, spargere, erogandamque et spargendam seu distrahendam curare, nee non omnibus et singulis gratiis, libertatibus, privilegiis, immunitatibus, praerogativis, et juribis, citra cuiuslibet impedimentum, uti, frui, potiri et gaudere possint ac valeant, quibus caeteri S. R. J. Principes et Ordines Monetam cudendi facultatem habentes utuntur, fruuntur, potiuntur et gaudent quomodolibet consuetudine vel de jure, non obstantibus in contrarium facientibus quibusunque. Quapropter omnibus et singulis electoribus, aliisque S. R. I. Principibus, Ecclesiasticis et Saecularibus, Arcbi-Episcopis, Episcopis, Ducibus, Marchionibus, Comitibus, Baronibus, Militibus, Nobilibus, Clientibus, Praefectis, Praesidentibus, Capitaneis, Locumtenentibus, Vicedominis, Gubernatoribus, Castellanis, Vexilliferis, Antianis, Potestatibus, Magistratibus, Procuratoribus, Officialibus, Quaestoribus, Civium Magistris, Judicibus, Consulibus, Heroaldis, Caduceatoribus, Civibus, Municipibus, ac omnibus denique nostris et sacri rom : imperii, regnorumque et dominiorum nostrorum haereditariorum subditis et fidelibus dilectis, cuiusunque status, gradus, ordinis, dignitatis, conditionis, aut praemientiae existant, serio mandamus, et praecipimus : Caeteros vero nobis non subjectos fraterne, benevole, clementerque hortamur et requirimus, ut saepenominatum Nicolaum Melolupi S. R. I. Principem de Soranea, eiusdemque descendentes masculos legitimos, iuxta ordinetn primogeniturae, ut supra dictum, ab hoc tempore in futurum et perpetuo Principem vel Principes Imperii nostri romani reputent, et honorent ipsumque vel ipsos respective omnibus privilegiis, iuribus, honoribus, dignitatibus libertatibus, armorum insignibus, regnlibus, praeminentiis, exemptionibus, praerogativis, gratiis et indultis in hoc nostro diplornate concessis libere, pacifice et sine omni impedimento et molestia gaudere, uti, frui, et potiri sinant, nee aliquo modo in iis impediant, pertubent, aut prohibeant, nee contrarium faciant, nee fieri procurent, vel permittant quovis modo, quatenus nostram et sacri : rom : imperii indignationem gravissimam, et quinquaginta marcarum auri puri mulctam pro dimidio imperiali fisco seu aerario nostro, pro reliqua vero parte iniuriam passi sen passorum usibus toties, quoties contraventum fuerit, omni spe veniae, sublata applicandam evitare voluerint. Caeteri vero nobis non subjecti rem in eo faciunt nobis pergratam, fraterno amoris affectu, benevolentia ac gratia nostra Caes'per occassiones .ignoscendam. Harum testimonio literarum manu nostra subscriptorum et sigilli nostri Caesarei appensione munitarum. Quaedabantur in arce nostra Laxengurgi die 19* maii Anno 1731. Regnorum nostrorum rom. 20., Hispanicorum 28. Hung" et Bohemici vero 2rmo. Archivio di Casa, Corte e Stato in Vienna.

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